Nelle immagini su google fanno vedere i piedi, ma è una menzogna. Non li ha mai avuti.
— [ Micia su Candy Candy ]
e nient io dico se acquisti il samsung galaxy gia’ sei pezzente nun tieni soldi per l’ippad vabbuono ci puo’ pure stare. ma se ti accatti il kindle, ecco, fai prima a fotterti le riviste dalle campane di spazzatura ja, perpiacere.
—
parola del Dott. Angelo Fissore.
[ riflessioni che ti scaldano il cuore se sei fresco d’ordine su Amazon. ]
Congratulazioni, ma prima di diventare un vero disoccupato devi fare un po’ di gavetta, non è che ora ti monti subito la testa perché hai un pezzo di carta.
— Magenta su Friendfeed.
Dalle parti di Friendfeed non è mai stato possibile muovere una critica in santa pace, senza che qualcuno la strumentalizzasse. Qual è la novità? Scrivo queste righe a beneficio di chiunque dei suoi utenti, per i motivi più svariati, non abbia potuto venire a conoscenza di tutti gli aspetti dello scontro che mi ha coinvolto in questi giorni trasformandomi per così dire da carnefice in vittima (orrore!), e tuttavia mantenga la malsana curiosità di approfondire, dunque con la superflua avvertenza che trattasi di un post ampiamente trascurabile. Fatto è che è scoppiato un putiferio per il quale ho dovuto bloccare un mare di gente, perché odio “fare hide” e non posso leggere in continuazione le offese di chi non conosce i fatti di prima mano, soprattutto se dubito delle sue facoltà mentali già in tempo di pace. Ovviamente, a meno di rimuovere i blocchi, non posso avere idea se ed eventualmente come il generico utente di Friendfeed, mio contatto, conoscente o meno che fosse, sia intervenuto senza avere una visione complessiva dei fatti in qualcuno degli squallidi thread concatenati alla polemica che ho scelto di risparmiarmi, o se abbia preferito optare per una sana indifferenza piuttosto che per una richiesta privata di spiegazioni tale da farmi propendere verso l’ipotesi di una maggiore igiene mentale dell’utente in questione e suscitare la mia gratitudine. I fatti sono noiosi almeno quanto la mia narrazione, quindi lascio all’eventuale lettore la scelta se proseguire o meno per il bene della suddetta igiene. Tutto nasce comunque dal famigerato “Giocone” del Lanna, cui mi ero improvvidamente iscritto: avevo letto dell’edizione precedente di questo coso molto divertente e dell’abilità del suo creatore. Dopo una certa curiosità iniziale, strada facendo mi sono accorto però che mi divertivo sempre meno perché trovavo i vari giochi mal spiegati e soprattutto, almeno in parte, discutibilmente congegnati sul piano logico. In particolare, l’ultimo cui ho partecipato prima della rottura: un gioco “di ingegno, livello 3” (su un totale di 4: altri giochi erano previsti nelle categorie “fortuna” e “social” — quest’ultima in particolare implicava l’interazione con i post esterni alla gara, da cui le simpatiche imprecazioni dei non-gioconisti). Insomma un enigma, che però era fondato su un vizio logico di fondo, ovvero un’inesattezza oggettiva, che solo io alla fine ho avuto modo di far notare. E’ vero che il Giocone rappresentava anche un’occasione di divertimento collettivo dal cui autore non dover pretendere il Nobel per la Fisica, ma mi sarei aspettato che in un enigma creato da un laureato in Scienze naturali quale mi risulta essere il suo autore e basato sulla sequenza dello spettro dei colori dal rosso al violetto, il nero, da buon “non-colore”, non venisse piazzato dopo il violetto. Semplicemente perché lì non c’entrava e non c’entra un tubo dal punto di vista fisico e della teoria dei colori. E invece questa inesattezza era fondamentale per arrivare alla soluzione. Niente di grave, per carità. Ciononostante, c’è da dire, o proprio per questo, una buona metà dei giocatori coinvolti alla soluzione è arrivata per induzione, o per approssimazione. Ho letto da alcuni, persino, “per divinazione” (sic), come era stato possibile o necessario fare in altri livelli del Giocone in cui il rigore logico delle premesse tendeva a scricchiolare per forma e contenuti. Io facevo parte dell’altra metà, quella asina o forse mentalmente più rigida (vedi nick), probabilmente perché mi aspettavo un rigore — termine per il quale sono stato poi sbeffeggiato a sangue — evidentemente fuori moda. Nell’apposita stanza creata dal Lanna e ora opportunamente spazzata via, almeno credo, come compromettente body of evidence, mi sono limitato a muovere questa critica in modo sostanzialmente pacato anche se vagamente provocatorio, come faccio spesso:
“Sarebbe interessante conoscere i presupposti fisico-logici che hanno portato a collocare il nero dopo il violetto nella sequenza dei colori. Al di là dell’uso di sostanze ad azione lisergica, si intende”,
o qualcosa di simile. Apriti cielo: da quel momento mi sono piovuti addosso insulti di ogni genere da perfetti sconosciuti, da “rompicoglioni” in su. Ovviamente io non sono stato a guardare, e il clima è diventato teso. Va detto che in tutto questo il Lanna, da me sollecitato esplicitamente e ripetutamente ad ammettere una semplice trascuratezza, si è guardato bene dall’interloquire, per esibirsi solo successivamente in un a solo di sentenze deliranti e presuntuosamente irridenti del tutto compatibili con l’immagine oracolare e distaccata che si era costruito durante le fasi precedenti del Giocone, con cui si dimostrava convinto di riuscire a ridicolizzare il rigore del mio ragionamento e in generale, probabilmente, la mia complessiva impostazione mentale. Come se aver creato quella cagata di giocodimmerda gli avesse dato il diritto di fare della psicanalisi da merceria. Le parti successive del fattaccio possono essere seguite direttamente sul mio feed Friendfeed o sono goffamente sparse in conversazioni variamente deliranti ed offensive, alternativamente ai danni del sottoscritto, di altri e del buon gusto: io rompo le acque con un threadino liberatorio subito assaltato dal vaffanculo della situazione, gli animi si surriscaldano, parte il turbo. Discutendo con altri amabili interlocutori offendo il Lanna di proposito, consapevole di farlo. Dare del frocetto a un gay non è offensivo per i gay sani di mente, lo è gravemente soltanto per il target dell’offesa, ovvero il gay in questione se pensi che agisca da testa di cazzo. Nello specifico, se agisce mettendosi su un piano di superiorità che non merita per il fatto di non saper accettare le critiche, ovvero di non essere mai cresciuto. Personalmente considero questo mio azzardo una sorta di test, indubbiamente molto provocatorio ma proprio per questo a prova di imbecille, comunque utile per sbarazzarmi delle ciance indignate di certo piccolo/idiota omosessualume ampiamente rappresentato su Friendfeed e convinto di non poter ricevere uno straccio di obiezione grazie alla specificità delle pratiche svolte tra le lenzuola. Chi mi dà il diritto di effettuare questo test di intelligenza volto alla mia personale selezione tra persone intelligenti e idioti matricolati? Non solo la mia libertà, ma anche l’arroganza con cui loro per primi sbattono in faccia al prossimo la peculiarità del loro orientamento sessuale, come se fossero gli unici ad averne uno. La consolazione vera, in questi casi, è che l’accusa di omofobia che non manca di scaturire da questo mio atteggiamento-limite miete immancabilmente le sue vittime esclusivamente nella rappresentanza mentalmente compromessa della popolazione omosessuale, attirandomi regolarmente le simpatie più che gradite di quella rimanente. Ma soprattutto, com’è ovvio e indipendentemente dalle suddette propensioni personali, il “test” è un modo per offendere in modo sufficientemente grave, facendo biecamente leva sulla vaga conoscenza che ho della persona, chi ritengo mi abbia mancato di rispetto. Penso che il tutto sia infinitamente più trasparente, meno perfido, insomma eticamente di gran lunga più legittimo dei molti spettacoli avvilenti imperniati sull’ipocrisia che vengono offerti quotidianamente, sul web come nella vita reale, dai personaggi più falsi e tristemente pittoreschi. E lo affermo soprattutto in considerazione del mio vanto, non esattamente infondato e sufficientemente testimoniato, di mettere l’autenticità, la generosità disinteressata e la disponibilità, insomma il rispetto — sia pure in termini molto esigenti, perché altrimenti tale non è — tra i criteri cardine del mio relazionarmi con chi ha un atteggiamento amichevole nei miei confronti. Tornando al casus belli, come previsto, e in linea con le finalità del mio test, la mia terminologia è risultata sgradita a diversi utenti gay di Friendfeed chiaramente affetti da patologie psichiatriche conclamate seppur probabilmente non diagnosticate, che mi hanno sollecitamente usato la graziosa cortesia di augurarmi una morte prematura, dolorosa e solitaria. Ciò che è stato seccante della degenerazione di questo scontro con tali e tanti squallidi accenti non sono stati tanto gli insulti, a cui sono piuttosto abituato per il mio vizietto di dire sempre ciò che penso e di cui mi vanto data la provenienza, quanto il fatto che spesso questi si basassero sulla presunzione di molti di poter esercitare il diritto di esprimere un giudizio complessivo su una persona senza avere la più pallida idea non solo di chi fosse e dell’antefatto qui descritto, ma soprattutto dei fatti stessi, visto che la peggiore immondizia è sbocciata in thread che trovavano il loro nobile stimolo in provvidenziali screenshot di conversazioni rubate al blocco totalmente svincolati dal contesto. Personalmente, in casi simili, auspico che l’opponibilità del pollice e la stazione eretta abbiano la meglio, portando ad astenersi dal commentare l’ignoto o, ripeto, a contattare il diretto interessato, come è avvenuto. Un’ultima cosa: molti hanno obiettato che fosse in qualche misura segno di ingratitudine aver “aggredito” il Lanna dopo che costui aveva messo “gratuitamente e disinteressatamente” — per quanto sia possibile fare su un social network — il suo nobile tempo attraverso il divin Giocone al servizio delle occasioni di evasione e socialità di noi plebaglia sfaccendata. Non ho mai contestato il Lanna dal punto di vista dell’organizzazione, che è effettivamente lodevole per una persona sola, né ho mai posto la questione sul piano della validità “formale” del risultato, ma mi batterò sempre contro l’ignoranza di chi non ha ancora capito il valore positivo di una critica sensata, perché venga accettata con l’onestà intellettuale con cui viene mossa e per quello che è nella sua fondatezza logica se questa fondatezza è a prova di cretino, come è successo anche stavolta nonostante l’esito opposto. Malgrado il dubbio che su Friendfeed questa sia una pretesa fondamentalmente utopistica, per il momento, da vecchio lupo, non demordo.
Occhio che se seguo il link che hai messo sul blog non arrivo al minisito ma a una pagina placeholder di qualche hosting che si rivende i domini squattati.
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[ Da Friendfeed ]
Terminato la stesura della tesi. Speriamo ora sia accettata da chi deve essere accettata.
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[sic] Letta oggi su Friendfeed.
[All the best, darling.]
Adamo Lanna: “Il periodo della tesi è orrendo”.
Spero che l’Ordine dei Blogger sia organizzato in diverse classi di merito, Cavaliere, Ufficiale, Commendatore, Grande Ufficiale, Cavaliere di Gran Croce, Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone, Gran Maestro.
— Alessio Bragadini su Friendfeed.
Trovo assolutamente fastidioso il modo in cui scrivi “stivaletto” al maschile e “busta della spesa” al femminile, oltre ad essere volgare è l’esatta rappresentazione dello sciovinismo becero che in tanti fate finta sia solo un ricordo del passato. Ti blocco subito e respiro pulito.
Cyb geniale imita Giulia B. su Friendfeed.
Se non ci sei dentro non lo puoi capire.
Non è più vietato guidare con ciabatte e affini dai primi anni ‘90. L’ho saputo soltanto ora.
— Gattostanco su Friendfeed.