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Raising the Flag On Mount Suribachi. “The raising of that flag on Suribachi means a Marine Corps for the next 500 years.” James Forrestal - Secretary of the Navy - 23rd February 1945″. Via Silk Roads and Siamese Smiles.
4 May 2009 • Marines USA WW2 guerra fotografia vintage . Via
Use your freedom to right wrongs. Via Inspire me, now! e Frederiksamuel.com.
Secondo Giuseppe Pigna le fotografie di guerra che maggiormente ci colpiscono sono quelle che non provocano in noi un sentimento di orrore. L’orrore si può superare, esorcizzare (anzi può addirittura affascinare). Esiste un livello ulteriore rispetto all’orrore, che ci paralizza, perché la nostra esperienza sensoriale, mentale, morale, non è in grado di metabolizzarlo. E la memoria corre ancora una volta al Vietnam, all’immagine del generale sudvietnamita Nguyen Ngoc Loan (1933-1998) nel momento esatto in cui spara alla tempia di un vietcong in una strada di Saigon, nel 1968. Si tratta di una di quelle fotografie che Pinna definisce fotografie del Male, in cui tutti gli elementi partecipano a colpirci visceralmente. La fotografia fu scattata dal fotografo dell’Associated press Eddie Adams, appositamente accorso sul luogo dell’esecuzione insieme ad altri reporter, chiamati dallo stesso generale Loan. La vittima quasi sicuramente è Nguyen Van Lem, ufficiale vietcong ritenuto responsabile di un attacco a soldati sudvietnamiti e alle loro famiglie, durante il quale secondo alcuni resoconti, rimasero uccisi anche amici e famigliari del generale Loan. L’immagine fece il giro del mondo in pochi giorni. Nel 1969 fu premiata col premio Pulitzer. Ma l’autore stesso, dichiarò al “Time” che se il generale aveva ucciso il viet-cong, egli era responsabile di un secondo assassinio, commesso ai danni del generale sudvietnamita. Le fotografie sono le più potenti armi al mondo. La gente crede ad esse, ma esse mentono, anche senza manipolazione. Sono solo mezze verità. Adams conoscerà il lato umano di quest’uomo e sarà pentito di averlo dipinto davanti al mondo intero come un mostro senza pietà. Nel corso della guerra Loan sarà ferito e trasportato in un ospedale australiano per le cure. Ma l’eco di questa foto gli causò forti minacce, tanto che fu scortato in un ospedale militare a Washington. Già in quest’occasione il suo caso fu portato davanti al Congresso. Dopo la convalescenza Loan tornò a Saigon dove, invalido e congedato dall’esercito, si dedicò agli orfani della città. Dopo la caduta di Saigon lasciò il Vietnam per gli Stati Uniti. In Virginia aprì una pizzeria ma in molti lo volevano processato e condannato per questo atto. Negli anni successivi non avrà quindi vita facile, e morirà di cancro nel 1998. la sua biografia dopo il Vietnam rientra perfettamente nella retorica della banalità del male. La fotografia di Adams ebbe un impatto fortissima sull’opinione pubblica mondiale. Fu una delle fotografie che cambiarono il corso della storia. (fonte Lalente.net)
15 November 2008 • Amnestyinternational pena-di-morte fotografia Vietnam guerra